Antonio Cartelli - Marco Palma

Peter Rück
La lingua della scrittura.
Per la storia del divieto della scrittura gotica nel 1941
(titolo originale: Die Sprache der Schrift. Zur Geschichte des Frakturverbots von 1941,
in Fachgebiet Historische Hilfswissenschaften. Ausgewählte Aufsätze zum 65.
Geburtstag von Peter Rück
, a cura di Erika Eisenlohr e Peter Worm,
Marburg an der Lahn, © Peter Rück, 2000 [Elementa diplomatica, 9], pp. 141-158;
versione italiana parziale, escluse le note, delle pp. 142, 151-153)

Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
Il Rappresentante del Führer

Obersalzberg, 3 gennaio 1941

Alle autorità del Reich e ai responsabili
delle organizzazioni del regime

Circolare
(da non rendere pubblica)

      Su disposizione del Führer comunico a tutti quanto segue:
      È errato considerare o definire tedesca la cosiddetta scrittura gotica. In effetti essa è costituita da caratteri giudaici. Esattamente come più tardi divennero proprietari dei giornali, gli ebrei residenti in Germania al tempo della invenzione della stampa si impadronirono delle tipografie introducendovi massicciamente i caratteri giudaici.
      Nell’odierno colloquio con il Reichsleiter Amann e l’imprenditore grafico Adolf Müller il Führer ha annunciato la sua decisione di considerare d’ora in poi l’
antiqua come la scrittura normale, alla quale dovrà quindi attenersi la produzione delle tipografie. Ugualmente essa sarà la sola insegnata nelle scuole elementari. Viene di conseguenza proibito l’uso dei caratteri giudaici da parte di tutte le autorità. I documenti relativi alle carriere dei pubblici impiegati e le targhe stradali saranno scritti esclusivamente in caratteri normali. Su incarico del Führer il Reichsleiter Amann provvederà in primo luogo al cambio della scrittura nei giornali e nelle riviste diffusi all’estero o dei quali si auspica una diffusione all’estero.

Firmato:
Martin Bormann

***

      Adolf Hitler, la cui calligrafia comprendeva caratteri gotici e ‘latini’, non era un patito dell’antiqua, per quanto potessero spingerlo in quella direzione le iscrizioni monumentali volute da Mussolini, ma nemmeno un sostenitore della Fraktur; lo seduceva piuttosto la chiarezza angolosa e priva di fronzoli delle rune - la tesi della loro origine greca, che egli riprendeva dall’ultimo sostenitore, O. von Friesen, era già allora superata e sostituita da quella norditalica.
      Già al congresso del partito nazista di Norimberga, nel settembre 1934, in un discorso di politica culturale basato sullo slogan "Essere tedeschi significa essere chiari", il Führer si era espresso contro "quei passatisti che ritengono di poter portare in dote un’‘arte tedesca’, nata dal bizzarro mondo delle proprie romantiche rappresentazioni della rivoluzione nazionalsocialista, come una specie di doveroso patrimonio per il futuro" e quindi "rappresentare i nomi delle strade e la scrittura a macchina in autentici caratteri gotici":
      No, cari signori! Proprio come negli altri aspetti della nostra esistenza abbiamo dato via libera allo spirito tedesco, così anche nel settore dell’arte non possiamo violentare la modernità in favore del medioevo. La vostra supposta passione gotica si adatta male all’epoca dell’acciaio e del ferro, del vetro e del cemento armato, della bellezza femminile e della forza maschile, della testa alta e della volontà caparbia. Il nazionalsocialismo non vive nella tetraggine dei vostri pregiudizi, e noi per fortuna sappiamo che esiste un’evidente sintonia stilistica fra i caratteri greci e le rune dei nostri antenati.

***

      L’associazione degli studenti di Berlino fu il primo gruppo che, dopo la presa del potere da parte di Hitler, incluse il 3 aprile 1933 fra le 12 tesi del suo programma "Contro lo spirito non tedesco" la seguente richiesta:
      Noi vogliamo considerare gli ebrei come stranieri, noi vogliamo favorire la nostra identità nazionale. Chiediamo quindi alla censura che le opere giudaiche siano pubblicate in lingua ebraica e che, se pubblicate in tedesco, debbano essere considerate delle traduzioni. Siano prese le misure più severe contro l’uso improprio della scrittura tedesca. La scrittura tedesca è a disposizione esclusivamente dei tedeschi. Lo spirito non tedesco deve essere escluso dalle pubbliche biblioteche.

***

      Lo stesso Hitler, nel corso dei suoi monologhi nel quartier generale del Führer alla presenza di Himmler, reagì nel novembre 1941 alle critiche espresse contro il divieto della gotica, giustificandolo come condizione per l’affermazione del tedesco come lingua di uso mondiale:
      In luogo della cosiddetta scrittura gotica subentra quella scrittura che prima chiamavamo latina e ora normale. Constatiamo adesso quanto fosse giusta la decisione presa nell’autunno dell’anno scorso. Per chi vuole imparare il russo (non è il nostro caso) costituisce un problema già il diverso alfabeto! D’altra parte ritengo che non perdiamo nulla della nostra identità rinunciando alla cosiddetta scrittura gotica. Le rune nordiche assomigliano già di più all’alfabeto greco. Perché proprio dei fronzoli barocchi dovrebbero rappresentare l’espressione del tedesco?

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