Antonio Cartelli - Marco Palma

Robert Giel
(Staatsbibliothek zu Berlin, Preussischer Kulturbesitz; robert.giel@sbb.spk-berlin.de)
"Manuscripta mediaevalia". I manoscritti delle biblioteche tedesche in rete
(titolo originale: "Manuscripta mediaevalia". Handschriften aus deutschen Bibliotheken im Internet; "Gazette du livre médiéval", 39 [automne 2001], pp. 34-41)

      Il Gesamtindex mittelalterlicher Handschriftenkataloge [Indice generale dei cataloghi di manoscritti medievali] ha ottenuto negli ultimi dieci anni un successo superiore a qualsiasi altra risorsa informativa di tipo elettronico nel settore dei manoscritti. Sotto il titolo Handschriften des Mittelalters [Manoscritti medievali], all’interno del sito del Deutsches Bibliotheksinstitut (DBI), all’indirizzo http://www.dbilink.de, link "Datenbanken", esso contiene oltre 300.000 riferimenti e 200.000 incipit tratti dai circa 160 cataloghi promossi dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG), ma anche da alcuni cataloghi stranieri e dal materiale manoscritto dell’archivio dell’Accademia delle Scienze di Berlino-Brandeburgo (sull’indice generale si veda Bernd Michael, Elektronische Wege zu den mittelalterlichen Handschriften in Deutschland [Accessi elettronici ai manoscritti medievali in Germania], in Sources for the History of Medieval Books and Libraries, Groningen 2000, pp. 353-363). Dall’autunno 1999 tuttavia questo strumento per lo studio dei manoscritti non viene più aggiornato e, con la chiusura del DBI, si può prevedere anche la fine dell’esistenza dell’indice generale come base dati nazionale. Negli ultimi due anni quindi molti specialisti si sono chiesti quale sarebbe stato il destino delle informazioni finora disponibili attraverso questo strumento. Ebbene, l’indice generale si è trasformato in un’altra e molto più ampia impresa che viene qui brevemente presentata, il sito Manuscripta mediaevalia (http://www.manuscripta-mediaevalia.de).
      Dopo che la sua commissione per le biblioteche ha deciso nel 1996 il passaggio della catalogazione dei manoscritti alla forma elettronica, la DFG, che già aveva sostenuto finanziariamente la creazione e la trasformazione dell’indice generale, ha promosso il progetto Manuscripta mediaevalia, cui partecipano anche la Staatsbibliothek zu Berlin - Preußischer Kulturbesitz, il Bildarchiv Foto Marburg e la Bayerische Staatsbibliothek (sulla genesi dell’iniziativa si veda Hermann Leskien, Handschriftendatenbank - Überlegungen im Rahmen des DFG-Förderprogramms Handschriftenkatalogisierung [Base dati sui manoscritti - Riflessioni sul progetto di catalogazione dei manoscritti promosso dalla DFG], in Die Herausforderung der Bibliotheken durch elektronische Medien und neue Organisationsformen [Le biblioteche di fronte alla sfida dei mezzi elettronici e delle nuove forme di organizzazione], Frankfurt am Main 1996, pp. 262-272). Il risultato di questi sforzi è un sito che offre agli specialisti un accesso libero e mirato ai prodotti di 40 anni di catalogazione dei manoscritti in Germania, strutturato, a partire da un’unica home page, in tre diverse possibilità di ricerca per altrettanti piani informativi.
      Come accesso alla ricerca di determinati soggetti o incipit, Manuscripta mediaevalia offre la base dati sui manoscritti (http://www.manuscripta-mediaevalia.de, link "Handschriftendatenbank"). Quali contenuti può attendersi l’utente interessato? Come accennato in precedenza, nella base dati è contenuto l’indice generale di riferimenti e incipit relativi a 30.000 segnature di manoscritti. In questo strumento vengono inoltre continuamente inseriti nuovi dati provenienti da diverse fonti, aumentandone così il valore informativo. Si tratta in primo luogo degli indici dei 22 cataloghi promossi nel frattempo dalla DFG, ma non utilizzati nella costruzione dell’indice generale. Questi indici - sul modello di quello generale - in parte vengono inseriti manualmente, in parte sono messi a disposizione dalle case editrici in formato elettronico. I dati sono poi integrati con una serie di cataloghi e inventari scientifici apparsi prima dell’inizio del programma di catalogazione dei manoscritti della DFG. Si tratta dei cataloghi (tra parentesi i nomi dei curatori), apparsi diverso tempo fa, di Erfurt (Schum), Monaco (Petzet), Bamberg (Leitschuh), Erlangen (Fischer) e Berlino (Rose e Degering), complessivamente nove cataloghi con 10.000 descrizioni. Nella primavera 2002 il sito Manuscripta mediaevalia conterrà informazioni su circa 40.000 fra manoscritti e frammenti. Oltre i citati progetti di conversione, saranno inseriti direttamente nella base i dati provenienti da singoli nuovi programmi di catalogazione. Va ricordato in proposito il progetto, promosso dalla DFG, di inventariazione dei circa 5400 codici del fondo Manuscripta germanica della Staatsbibliothek di Berlino. Nel frattempo saranno messe a disposizione nel sito Manuscripta mediaevalia tutte le informazioni reperibili esclusivamente nella Staatsbibliothek, come quelle ricavate da schedari o inventari manoscritti. Si deve inoltre citare il fondo, quantitativamente inferiore, ma testualmente assai più importante, di 27 codici riccamente illustrati della collezione Palatina, le cui dettagliate descrizioni, preparate nel quadro di un progetto di catalogazione promosso dalla Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg, saranno successivamente inserite nella base dati (http://www.ub.uni-heidelberg.de/helios/fachinfo/www/kunst/digi/projekt/ beschreibung.html).
      Non soltanto rispetto ai contenuti, ma anche alle modalità di ricerca, la base dati Manuscripta mediaevalia si è notevolmente sviluppata rispetto all’indice generale. Come prodotto della conversione e sulla base di liste di indici si possono ora effettuare ricerche sistematiche per soggetto. Mediante procedure semiautomatiche, supportate da interventi manuali, nel corso del progetto la massa dei riferimenti è stata suddivisa per categorie e resa interrogabile in modo mirato, ad esempio per nomi di persona o di corporazioni, luoghi, testi, dati codicologici e iconografici. Inoltre in occasione della conversione sono stati effettuati interventi di normalizzazione e standardizzazione che permetteranno in futuro, in base a un vocabolario controllato, la ricerca per soggetti determinati. Ciò significa in concreto che tutti i riferimenti a Bernardo di Chiaravalle potranno essere ottenuti chiedendo di "Bernardus Claraevallensis" e non selezionando le numerose risposte alle interrogazioni che si possono effettuare in base ai differenti modi di scriverne il nome. Una rete di collegamenti logici permette di ottenere, accanto alla forma normale, anche tutti i sinonimi e le forme assimilabili. Si potrà inoltre distinguere quando una stessa persona è citata come autore o in altra funzione. Il collegamento con una serie di tabelle normative rende assai più semplice anche la ricerca di dati geografici e cronologici. Così ad esempio la ricerca di codici del secolo XIV consente di individuare anche i manoscritti datati ad un anno preciso fra 1301 e 1400, mentre tra i codici di origine italiana saranno segnalati anche quelli prodotti precisamente a Bologna.
      Al fine di non perdere i risultati della catalogazione originale, i dati dell’indice generale rimangono disponibili e interrogabili accanto a quelli nella forma rielaborata. La vecchia procedura di ricerca rimane quindi attiva, anche se si dimostra significativa solo in casi eccezionali.
      Anche gli incipit vengono ulteriormente rielaborati, almeno quelli in lingua tedesca. Questi ultimi infatti, a differenza di quelli latini, non sono stati normalizzati dai catalogatori. Di conseguenza la ricerca di questa sezione del testo si presentava in passato difficile a causa della diversa ortografia della stessa parola. A questo problema pone ora rimedio Manuscripta mediaevalia, riconducendo tutti i sostantivi, aggettivi e verbi alla forma di base reperibile nei due principali lessici (Lexer e Lübben). Così per trovare le attestazioni della parola "Anfang" ["inizio"], non si dovranno più cercare tutte le forme note, come "anefanngk", "anvang", etc., ma basterà utilizzare, mediante il thesaurus offerto per tutti i campi di ricerca, la forma base del Lexer, "anvanc". Il lavoro è stato compiuto finora per 35.000 dei circa 60.000 incipit, che sono quindi già disponibili nella base Manuscripta mediaevalia.
      Come già per l’indice generale, l’utente della base dati ottiene in risposta i riferimenti relativi alla sua richiesta. Questi possono essere poi raggruppati per segnatura, in modo da porre a domanda, in un secondo momento, tutti i riferimenti relativi a un dato manoscritto nell’ordine delle carte. Per la logica del procedimento di ricerca, dal collegamento alla segnatura deriva il fatto che le interrogazioni descritte in precedenza non utilizzano singoli archivi, ma si servono secondo diverse combinazioni dell’intero patrimonio informativo della base. Ciò significa ad esempio che si possono cercare manoscritti di una determinata origine e datazione come anche specifici testi di comune tradizione in singoli codici.
      Allo sviluppo delle procedure di interrogazione corrisponde un analogo miglioramento degli strumenti tecnici. In futuro, per facilitare la ricerca, i dati verranno convertiti in formato XML standardizzato e archiviati in una base di tipo relazionale. Assemblati secondo procedure di interrogazione SQL, i dati verranno convertiti via XSL in HTML.
      Cosa accade però se l’utente non è interessato alla ricerca sistematica di singoli soggetti o incipit, ma, in base a una precisa indicazione, desidera informazioni relative a un determinato manoscritto? Ovviamente la base consente anche l’accesso ai dati disponibili per un singolo codice. La migliore informazione su un manoscritto è tuttavia sempre offerta da una dettagliata descrizione scientifica. E proprio qui si rende disponibile all’utente un’offerta informativa di qualità assolutamente nuova: 175 cataloghi di manoscritti e più di 20.000 descrizioni sono infatti in linea in formato immagine. Con il link "Handschriftenkataloge online" a partire dalla home page del sito (http://manuscripta-mediaevalia.de) Manuscripta mediaevalia si caratterizza come una "biblioteca digitale". A queste immagini digitalizzate si arriva attraverso un’interrogazione mirata o una serie di link successivi. Nel primo caso la concisa maschera iniziale di interrogazione consente la visualizzazione di singole pagine di catalogo digitalizzate. La ricerca avviene per lemmi del titolo del catalogo da cui è tratta la descrizione, per luogo di conservazione e naturalmente per segnatura. Per facilitare l’interrogazione si può consultare un indice di tutte le segnature disponibili. Il risultato della ricerca consiste nella prima pagina della descrizione del manoscritto desiderato: a partire da questa si può sfogliare il catalogo in entrambe le direzioni. Invece di una precisa interrogazione si può poi utilizzare una lista dei luoghi di conservazione rappresentati nella base dati, per quindi navigare attraverso i relativi cataloghi. Così ad esempio il link a Stoccarda offre un elenco di 15 cataloghi della Württembergische Landesbibliothek. I titoli dei cataloghi sono a loro volta collegati a un indice del contenuto, dal quale si può arrivare, come attraverso l’interrogazione della base dati, alle singole pagine. Viene così presentata all’utente in modo semplice e facile la quintessenza della catalogazione dei manoscritti in Germania negli ultimi 40 anni. Oltre il testo delle descrizioni, come risultato di questo tipo di ricerca, sono disponibili introduzioni e tavole. Si potranno infine sempre citare le informazioni ricavate dalle descrizioni grazie alla riproduzione nelle immagini anche dei numeri di pagina.
La terza offerta informativa di Manuscripta mediaevalia, accanto alla base dati e ai cataloghi di manoscritti in linea, è costituita da una galleria di codici interamente digitalizzati (www.manuscripta-mediaevalia.de, link "Digitalisierte Handschriften"). Essa comprende attualmente 13 esemplari, tre dei quali riprodotti a colori e dieci in due tonalità. Le circa 5400 immagini si possono sfogliare singolarmente o a gruppi di 50. Nel frattempo si sta pensando di ordinare le riproduzioni dei manoscritti in una lista per luoghi di conservazione, in modo da consentire la navigazione, come in Windows Explorer, in base ai nomi di luogo, biblioteca e fondo. Il presupposto per una sostanziosa offerta informativa di questo tipo è tuttavia la digitalizzazione più ampia possibile di fondi manoscritti presenti nella base dati, che può essere come progetto collegata alla microfilmatura di sicurezza, comunque indispensabile in molte località.
      Le tre offerte informative di Manuscripta mediaevalia - base dati, riproduzioni di cataloghi, riproduzioni di codici - sono accessi opzionali al materiale disponibile. È tuttavia ovvio che queste tre possibilità di informazione dovranno essere in futuro collegate a un luogo di conservazione. È insomma auspicabile raggiungere attraverso una sola procedura di ricerca la descrizione strutturata, il testo del catalogo e le immagini di ogni singolo manoscritto. Le riproduzioni digitalizzate dei codici e quelle dei cataloghi non devono quindi essere accessibili soltanto singolarmente, ma collegate ai risultati delle interrogazioni rivolte alla base dati. Queste a loro volta non si limiteranno ai corrispondenti archivi, ma si allargheranno al materiale offerto sotto le singole segnature. La massa dei riferimenti dovrà quindi essere dotata della possibilità di accesso diretto alla riproduzione della corrispondente pagina di catalogo, in modo che le solitamente modeste informazioni ricavabili dall’indice possano essere collegate al testo della descrizione e ampliate di conseguenza. Faranno eccezione i riferimenti al materiale manoscritto dell’archivio dell’Accademia delle Scienze di Berlino-Brandeburgo e ai cataloghi stranieri, per i quali non sono ancora disponibili i relativi diritti.
      Anche le riproduzioni digitalizzate dei manoscritti sono collegate con i risultati delle interrogazioni rivolte alla base dati. Se cioè dalla risposta risultano riferimenti relativi a una singola segnatura, questi sono accompagnati dalle immagini disponibili delle singole carte del manoscritto stesso. Presentate in formato piccolo (il cosiddetto "thumbnail"), le riproduzioni possono essere ingrandite con un clic sul mouse fino a occupare l’intero schermo. In questo modo una parte importante delle immagini del codice può essere utilizzata, oltre che nella galleria prima citata, anche in connessione con un’interrogazione strutturata. Il collegamento alle riproduzioni dei cataloghi e dei manoscritti rende quindi la base dati il centro effettivo dell’intera presentazione in rete.
      Grazie alla combinazione di un ricco patrimonio di descrizioni di alta qualità scientifica con possibilità di ricerca differenziate all’interno della base dati e immagini tratte dagli stessi codici, Manuscripta mediaevalia si distingue tra i siti di ricerca nel campo dei manoscritti. La sua offerta informativa è arricchita da un elenco di link di interesse codicologico e da una mailing list aperta a tutti gli interessati a questi problemi (www.manuscripta-mediaevalia.de, link "Diskussionliste"). Saranno qui offerte in futuro informazioni sull’ampliamento della base e sull’ulteriore sviluppo tecnico di Manuscripta mediaevalia.
      Con la conclusione della fase progettuale nella primavera 2002, l’impresa Manuscripta mediaevalia sarà stabilmente affidata a una redazione centrale con sede nella Staatsbibliothek di Berlino e dipendenze presso gli attuali partner del progetto, la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco e il Bildarchiv Foto di Marburg. Anche in seguito, come la maggior parte dei siti, Manuscripta mediaevalia rimarrà un work in progress. Ne caratterizzeranno stabilmente l’aspetto da una parte la continua crescita e attualizzazione dei dati, dall’altra gli sviluppi tecnici. Sono quindi sempre graditi stimoli e proposte di miglioramento riguardanti il contenuto e la presentazione dell’iniziativa, come anche la partecipazione a un ulteriore ampliamento dell’offerta informativa.

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